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Stéphane Casalta

Dernière mise à jour : 23/11/2015

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Stéphane Casalta débute en tant que chanteur et guitariste du groupe A Filetta pendant toute son adolescence avant de fonder en 1993 le groupe Giramondu avec d'anciens camarades d'A Filetta. Le groupe sort en 1995 l'album "Un' ideale" puis en 2000 l'album" Mediterraniu".

Chanteur, multi instrumentiste, il écrit et compose les titres des deux premiers albums du groupe. Après son départ de Giramondu, il entame une carrière solo et sort un premier album en 2001, "Una Preghera", réalisé avec Marco lamioni (Firenze / Italia). Des artistes de différentes régions du bassin méditerranéen participent à l’album ainsi que Jean-Paul Poletti et le chœur d’hommes de Sartène. Patrizia Gattaceca (Nouvelles Polyphonies Corses / Soledonna) participera aussi à cet album, qui mêle instruments traditionnels et atmosphères plus électroniques.

preghera sumenta

2005 : Rencontre avec Jean-Bernard Rongiconi (ancien arrangeur et guitariste d’I Muvrini) et réalisation de l’album "Terra è celu" (avec la participation de Roger Biwandu, Josefina, Patrizia Gattaceca..) Ce projet sera joué notamment en Allemagne, France, Italie…
Avec ce nouvel album solo réalisé au studio L'Angelina, Stéphane Casalta replace sa musique au milieu de ses vraies influences méditerranéennes.
Il présente ici un son world music moderne et acoustique, mêlant toutes les richesses rythmiques et mélodies envoûtantes des vents du Sud à de subtils éléments de la tradition polyphonique ancestrale de son île.

terra

Images de Corse entre terre et ciel, cet album dessine les espoirs et les rêves d’un poète, citoyen du monde qui chante la légende de son pays en y ajoutant son univers personnel.

2007 : Rencontre avec Franca Masu, chanteuse d'Alghero en Sardaigne avec qui Stéphane a créé le duo GEMINAS qui réunit leurs deux univers et leurs chansons dans un même spectacle.

Projets

Stéphane compose de nouvelles chansons qui probableront figureront sur son prochain album. Il compose aussi pour le duo GEMINAS avec Franca Masu en vue de l'enregistrement d'un album.

Il s'investit aussi à Bastia dans un groupe de "polyphonies" (terme un peu réducteur) appelé TERRANOVA qui réunit des chanteurs de Haute Corse et surtout Rusiu et Sermanu.

Stéphane recherche continuellement de nouvelles collaborations, rencontres qui puissent enrichir son travail et lui ouvrir de nouvelles perspectives.

Mais c'est avant tout dans la recherche mélodique qu'il a le sentiment de s'exprimer le mieux. Poésie-mélodie sont l'essentiel de son travail.

violon

Site : http://www.myspace.com/stephanecasalta

Une interview sur le site "Mediterranea on line" :
http://www.mediterraneaonline.eu/it/06/view.asp?id=8

Le texte original, puis la traduction française :

Stéphane Casalta, cantautore corsicano
di Gianmarco Murru

Bastia (Corsica)

Se si va a girovagare su Myspace si fanno un sacco di incontri. Questa volta mi sono fidato degli amici che avevo già nel “miospazio”(mi piace più il nome italiano). Sono andato a scoprire quali erano gli amici musicisti di Franca Masu e ho scoperto Stephane Casalta. Musicista corso, isolano, mediterraneo. Perfetto per il numero di giugno “le isole del mediterraneo”. Ho sentito i pezzi che ha messo a disposizione nel suo “spazio” e subito dopo gli ho mandato un messaggio chiedendogli se voleva fare un'intervista con mediterranea ed ha risposto che si poteva fare. Ci scambiamo gli indrizzi skype e cominciamo la chiaccherata dalla Sardegna alla Corsica.

Ciao Stephane, io ho trovato il tuo indirizzo su myspace. Che cosa ne pensi di questo mezzo?

Io uso molto questo sistema per farmi conoscere ma anche per conoscere altre realtà, come quella di Franca Masu ad Alghero. Ho conosciuto lei attraverso myspace e siamo diventati amici, anche nella realtà. Sono stato ad Alghero a conoscerla di persona, e andrò un'altra volta domani a sentirla in concerto.

Parliamo del tuo lavoro. Sei un musicista a tempo pieno? Riesci a vivere dal tuo lavoro di artista?

Io ho due lavori: sono dentista (risata...) e musicista. Ma il lavoro di musicista sta diventando predominante, comunque fortunatamente posso fare la scelta di fare il musicista. In realtà ho iniziato a fare musica da molto piccolo. Avevo 11 anni quando ho cominciato a suonare con il gruppo A filetta incidendo con loro due album. Poi ho creato nel 1995 il mio gruppo, i Giramundu. Il nome stesso del gruppo voleva significare l'apertura verso le altre culture, poi il gruppo si è sciolto e ho cominciato la mia carriera da solista. A settembre uscirà il mio terzo album prodotto, scritto e musicato da solo, sarà distribuito in Francia da un'etichetta francese.

In lingua corsa? Non è un ostacolo cantare usando la tua lingua che non è comprensibile da molti? Hai fatto la scelta coraggiosa, come quella di Franca Masu in Sardegna, di voler usare una lingua sconosciuta ai più.

Non mi sono mai posto la questione della lingua. Mi è sempre venuto naturale cantare in corso, nella musica ci metto la mia anima, il mio universo vitale. La questione della lingua non è stata una scelta deliberata, ma appunto è stato un bisogno naturale. Non c'è un discorso militante in questa mia preferenza, io canto come mi piace poi se indirettamente diventa una difesa della lingua corsa o della tradizione corsa, non era nelle mie decisioni principali. La posizione militante non ha nulla a che vedere con la poesia delle mie canzoni, non c'è nulla di politico ma molto di umano.

Quanti anni hai, e qual'è la tua idea di futuro adesso?

Io ho 37 anni e il mio progetto è quello di mostrare, attraverso il mio lavoro, che esiste la musica della mia zona e che questa musica non è solo regionale ma universale. Penso che esista una somiglianza fra tutti i Paesi del Mediterraneo, non siamo noi corsi ad essere isolati, neanche i sardi o i siciliani. Siamo quasi un popolo, un popolo mediterraneo, vorrei abbattere le frontiere tra di noi e andare a conscere i miei vicini per vedere in realtà come siamo noi, per conoscere qualcosa di più di noi stessi. La mia musica riprende l'eredità di una tradizione antichissima, la tradizione della musica vocale.

Come promuovi i tuoi dischi, a parte myspace che funziona benissimo. Fai concerti anche fuori della Corsica?

Si certo, in Italia, Francia, Germania. Poi voglio rafforzare i miei rapporti con la Sardegna, forse riesco a fare qualcosa anche con Franca Masu.

Ci sono degli artisti che ti somigliano?

Non credo ci sia uno in particolare, ci sono molti artisti nel Mediterraneo che potrebbero fare cose simili alle mie. Ci sono molti artisti che invece mi piacciono, se vai sul mio myspace trovi molti miei amici artisti. Ci sono due artisti corsi che stimo molto: Jean-Paul Poletti e Petru Guelfucci. Questi musicisti sono stati importantissimi per la Corsica, per aver contribuito a recuperare la tradizione dei canti polifonici corsi.

Mi puoi spiegare meglio questa tradizione musicale? Sai che in Sardegna esiste una tradizione millenaria di canto polifonico o canto a tenore.

Si abbiamo una tradizione molto simile. Solitamente questo genere musicale è cantato da tre voci: una si chiama la seconda, la terza (la voce più alta) e il basso (la voce bassa).

Nella vostra tradizione si usano anche strumenti musicali durante l'esibizione dei canti polifonici?

Anticamente c'era solo la tradizione del canto vocale, poi a partire dagli ani settanta si sono aggiunti gli strumenti ad accompagnare le voci. La tradizione è stata usata come base e poi noi abbiamo sperimentato sopra con tutti gli strumenti del mondo. L'evoluzione è stata molto rapida, a volte anche verso il Pop. Adesso ci sono due grandi generi musicali in Corsica: il genere polifonico vocale e un genere che invece fa mescola strumenti moderni e tradizione, e quest'ultima è la mia posizione. C'è però un po' di confusione nella scena musicale corsicana, quando alcuni artisti confondono il recupero di una tradizione vocale antichissima con il folklore, questo mi fa un po' pena. Il lavoro che faccio io non è la parodia di un genere musicale, ma corrisponde ad un lavoro di ricerca e di studio per recuperare una tradizione altrimenti perduta. Questo lavoro poi viene mescolato con ritmi e strumenti moderni, ma senza perdere quello che era lo spirito delle antiche canzoni.

Adesso ho più chiara la situazione musicale della Corsica. Non si sentono molte notizie sulla tua isola e quindi realmente è difficile descrivere la vostra cultura avendo pochissimi contatti, anche se siamo vicinissimi. L'unico esempio di comunicazione culturale che conosco è un programma radiofonico che si chiama mediterradio, che un giorno alla settimana sceglie un tema che viene discusso da sardi e corsi durante il programma.

Si si, conosco bene e sono contento di questa iniziativa. Ma è internet che ci permette veramente di superare i confini geografici, non solo con la scrittura o con la parola. Attraverso internet si stabiliscono contatti che poi diventano reali incontri, vedi quello con Franca Masu.

Diciamo che internet ha permesso anche di essere conosciuto e apprezzato da più persone. E comunque non hai mai abbandonato la tua passione per la musica, hai insistito anche avendo la possibilità di occuparti di un altro lavoro.

Io credo che ci sia un tempo per tutto, anche per quanto riguarda il successo nella musica. Se non è arrivato prima vuol dire che questo era il periodo perfetto per poter fare la musica che mi piace di più. Ma in ogni caso, io sempre pensato a fare la mia musica senza pensare se a qualcuno sarebbe piaciuta, è solo la passione che fa andare avanti nel lavoro artistico.

Quanti dischi possiamo contare nella tua carriera?

Cinque dischi li ho fatti con diversi gruppi, e tre dischi da solista.

Prossime uscite?

A settembre esce il prossimo disco che promuoverò con concerti in Francia e in altri Paesi, ma suonerò in un solo concerto quest'estate in Corsica a Ille Rousse il 4 di agosto. Verrà distribuito da un'etichetta francese, ma già esiste una distribuzione nella catena Fnac in Francia.

Come sta andando il disco?

Bene bene, non sono milioni di dischi venduti ma va molto bene.

Traduction en français :
Stéphane Casalta, auteur-compositeur corse

par Gianmarco Murru

Bastia (Corse)

Si vous allez vous balader sur Myspace, vous y ferez un tas de rencontres. cette fois j'ai écouté les amis que j'avais déjà sur "myspace" et suis allé chercher qui étaient les amis musiciens de Franca Masu et j'ai découvert Stéphane Casalta. Musicien corse, insulaire, méditerranéen. Parfait pour le numéro de juin “le isole del mediterraneo”. j'ai écouté les morceaux qu'il a mis en ligne sur son myspace et immédiatement je lui ai envoyé un message lui demandant s'il voulait bien faire une interview avec Mediterranea. Il a répondu "D'accord", et après un échange d'adresses nous avons commencé à échanger entre Sardaigne et Corse.

Bonjour Stéphane, j'ai trouvé ton adresse sur myspace. Que penses-tu de ce mode de communication ?

J'utilise beaucoup ce système pour me faire connaître mais aussi pour connaître d'autres réalités, comme celle de Franca Masu à Alghero. J'ai fait sa connaissance par myspace et nous sommes devenus amis, également dans la réalité. Je suis allé à Alghero pour faire sa connaissance, et j'irai une autre fois demain pour l'écouter en concert.

Parlons de ton travail. Es-tu un musicien à plein temps ? Tu réussis à vivre de ton travail d'artiste?

J'ai deux emplois : je suis dentiste (rires...) et musicien. Mais le travail de musicien devient prépondérant, heureuselent je peux choisir d'être ariste. En réalité j'ai commencé à faire d ela musique depuis tout petit. J'avais 11 ans quand j'ai commencé à jouer avec le groupe A Filetta, et j'ai participé à deux de leurs albums. Puis j'ai créé en 1995mon propre groupe, Giramundu. Le nom même du groupe signifiait l'ouverture vers les autres cultures, puis le groupe s'est dissous et j'ai commencé une carrière solo. En septembre sortira mon troisième album que j'ai moi-même produit, écrit et composé, il sera distribué en France par un éditeur français.

En langue corse? Ce n'est pas un obstacle de chanter dans ta langue qui n'est pas comprise par un large public ? C'est un choix courageux, comme celui de Franca Masu en Sardaigne, de vouloir utiliser une langue non comprise du plus grand nombre.

Je ne me suis jamais posé la question de la langue. Cela m'est venu naturellement de chanter en corse, dans la musique je mets mon âme, mon univers vital. Cela n'a pas été un choix délibéré, mais un besoin naturel. Ma préférence n'a rien à voir avec un un discours militant ; je chante comme il me plaît, et si après c'est devenu indirectement une défence d ela langue corse ou d ela tradition, ce n'était pas mon intention initiale. Le militantisme n'a rien à voir avec la poésie de mes cha,sons, il n'y a rien d epolitique mais beaucoup d'humain.

Quel âge as-tu, et comment vois-tu l'avenir ?

J'ai 37 ans et mon projet est de montrer, à travers mon travail, que la musique de ma zone géographique existe et que cette musique n'est pas seulement régionale mais universelle. je pense qu'il existe des similitudes entre tous les pays méditerranéens, nous corses ne sommes pas isolés, ni les sardes, ni les siciliens. Nous sommes quasiment un peuple, un peuple méditerranéen, je voudrais abattre les frontières entre nous et aller à la recontre de mes voisins pour voir en réalité comment nous sommes nous, pour connaître quelque chose de plus que nous-mêmes. Ma musique reprend l'héritage d'une tradition très ancienne, la tradition de la musique vocale.

Comment se fait la promotion de tes disques, à part myspace qui fonctionne très bien ? Tu fais aussi des concerts hors de Corse ?

Bien sûr, en Italie, en France, en Allemagne. Et je voudrais renforcer mes liens avec la Sardaigne, peut-être réussirai-je à faire quelque chose avec Franca Masu.

Y a t-il des artistes qui te ressemblent ?

Je ne crois pas qu'il y en ait un en particulier, il y a beaucoup d'artistes en Méditerranée qui pourraient faire des choses semblables aux miennes. En revanche il y a beaucoup d'artistes qui me plaisent Si tu vas sur mon myspace, tu trouveras beaucoup de mes amis artistes. Il y a deux artistes corses que j'estime beaucoup : Jean-Paul Poletti et Petru Guelfucci. Ces musiciens ont été très importants pour la Corse, car ils ont contribué à récupérer la tradition des chants polyphoniques corses.

Peux-tu m'expliquer plus en détail cette tradition musicale ? Sais-tu qu'en Sardaigne, il esxste une tradition millenaire de chant polyphonique dit "canto a tenore" ?

Oui, nous avons des traditions très proches. D'habitude ce genre musical est chanté à trois voix: a seconda, a terza (la voix la plus haute) et u bassu (la voix basse).

Dans votre tradition, est-ce qu'on utilise aussi des instruments avec les chants polyphoniques ?

A l'origine il y avait seulement la tradition du chant vocal, puis à partir des années soixante se sont ajoutés des instruments pour accompagner les voix. La tradition a été utilisée comme base et puis nous avons expérimenté par -dessus tous les instruments possibles. L'évolution a été très rapide, parfois aussi vers la pop. A présent il y a deux grands styles musicaux en Corse : la polyphonie vocale, et un style qui au contraire fait se mélanger instruments modernes et tradition, et c'est se dernier style que je pratique. Il y a cependant un peu de confusion sur la scène musicale corse, quand certains artistes confondent la récupération d'une tradition musicale très ancienne avec le folklore, cela me peine un peu. Ce que je fais n'est pas la parodie d'un genre musical, mais correspond à un travail de recherche et d'étude pour récupérer une tradition qui autrement serait perdue. Ce travail est ensuite mêlé avec des rythmes et des instruments modernes, mais sans perdre ce qui était l'esprit des vieilles chansons.

Maintenant j'ai une idée un peu plus claire de la situation musicale de la Corse. On n'entend pas beaucoup d'informations sur ton île e il est donc réellement difficile de décrire votre culture en ayant si peu de contacts, malgré notre proximité. Le seul exemple de communication culturelle que je connaise est un programme radiophonique qui s'appelle Mediterradio, qui un jour par semaine choisit un thème qui est discuté entre sardes et corses pendant l'émission.

Oui, oui, je la connais bien et je me réjouis de cette initiative. Mais c'est internet qui nous permet vraiment de dépasser les limites géographiques, et pas seulement par l'écriture ou la parole. A travers internet se stabilisent des contacts qui ensuite deviennent de vraies rencontres, comme par exemple celle avec Franca Masu.

Disons qu'internet a permis aussi d'être connu et apprécié par davantage de gens. Et comme tu n'as jamais abandonné ta passion pour la musique, tu as insisté aussi en ayant la possibilité d'avoir un autre emploi.

Je crois qu'il y a un temps pour tout, également en ce qui concerne le succès en musique. Si ce n'est pas arrivé avant, cela veut dire que c'était la période parfaite pour pouvoir faire la musique que j'aime le plus. Mais en tous les cas, j'ai toujours pensé à faire ma musique sans penser si elle plairait à quelqu'un, c'est seulement la passion qui fait aller d el'avant dans le travail artistique.

Combien de disques pouvons nous compter dans ta carrière ?

Cinq disques faits avec divers groupes, et trois en tant que soliste.

Prochaines sorties?

En septembre sort mon prochain disque dont j'assurerai la promotion avec des concerts en France et dans d'autres pays, mais je ferai un seul concert cet été en Corse à l'ïle-Rousse le 4 août. Le disque sera distribué par un éditeur français, mais il existe déjà une distribution par les Fnac en France.

Comment marche le disque?

Bien bien, il n'y en a pas des millions de vendus mais ça marche très bien.

Discographie:

A FILETTA : A' u visu di tanti 198
GIRAMONDU : Un 'ideale 19
Mediterraniu (WARNER) 19

En tant qu'artiste solo :

2001 : Una preghera: (distribution Nocturne)
2003: Sumenta d'ideale (distribution SCP)
2005 : Terra è celu
2011 : Fantasia

Gianmarco Murru [ 21/03/2008 ]

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Le nouvel album de Stéphane, "Fantasia" :

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27 octobre

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En page vidéos, Stéphane se remémore ses débuts avec A Filetta.
Et revient sur ses débuts dans une interview réalisée par Marilena Verheus le 14 décembre 2011 :

Mes débuts...

Stéphane Casalta raconte ses débuts dans la musique.

MV : Stéphane /Pourrais tu raconter tes débuts... quand tu as commencé avec A Filetta ?

SC : Mes débuts avec A Filetta remontent aux années 80 quelque chose comme ça je crois. J'ai entendu chanter une "paghjella" sur la place du village et j’ai couru pour écouter... !
C'était à Palmentu, il y avait Jean Claude Acquaviva, Marcel son frère et Tony Guidicielli je crois qui chantaient…. Je me suis approché et j'ai parlé avec eux. On a fait connaissance avec Jean Claude et ensuite je suis allé chez lui (il habitait chez ses tantes à Palmentu: à deux pas de chez moi ! ). Il jouait bien de la guitare déjà ! Il chantait des chansons de Poletti, de Canta… « L'ancura di a misericordia ».. etc.. Ce genre de chansons qui te donnent tout de suite la chair de poule, difficiles à jouer pour le débutant que j'étais!
Mais je me suis accroché et lorsque je suis revenu le voir quelques jours après il a vu que je savais faire des accords convenables !
Donc, voilà j'ai commencé avec lui, sur la place, on jouait "Ste mane qui", « terra brusgiata » etc..et les chansons qu'il avait déjà composées pour le groupe. J’ai tout de suite intégré le groupe , naturellement.

MV : Avant cette rencontre tu ne connaissais pas le groupe?

SC : Pas beaucoup car le groupe est né en 1978 et moi je n’avais pas beaucoup eu l’occasion d’aller les voir en concert.

Ensuite j'ai fait la connaissance de Michel Frassati, un peu plus tard et des autres, tout ça peu à peu.

MV : A quel âge as-tu commencé à jouer ? J’ai vu des photos où tu joues du violon – tu as appris après ?

SC : J’ai commencé à jouer vers l’age de 10 , 11 ans. J’ai appris mes premiers accords de guitare grâce à François et Dominique Vincenti (qui sont de mon village aussi ! ) C’est François qui m’a dit : « je vais t’écrire les accords principaux et tu les travailleras chaque jour » Et J’ai fait ça grâce à lui. Mais je voulais aussi jouer d’autres instruments : mon père m’a acheté un violon, j’ai appris à jouer par « mimétisme » en regardant les autres jouer, puis le banjo, le piano etc. Evidemment je suis loin d’être excellent avec tous ces instruments mais j’adore apprendre et apprendre encore.

MV : Te souviens-tu de tes premières expériences de scène ? As-tu des souvenirs de cela ?

SC : Oui évidemment ! On ne peut pas oublier ça ! Un beau jour je me suis donc retrouvé sur scène à Ile Rousse avec A filetta , je me souviens.
C'était sous un chapiteau je crois. Une soirée militante. Les « Chjami aghjalesi » participaient aussi. ahhh !! Ce soir là j'ai vu Ceccè Pesce pour la première fois qui jouait du banjo. C'était quelque chose pour moi, j'étais un gosse, je découvrais !! Mais j'étais passionné et musicien aussi. J'avais une bonne oreille et je voulais tout connaitre ! Je crois que c'est ça aussi le déclencheur de tout : la soif de découvrir.

Donc, me voilà sur les routes dans le vieux camion FORD avec A Filetta, dans les villages, etc.


MV : Chez toi, qu’est-ce qu’on écoutait, comme musique ? Tu as appris le corse à la maison ou après, avec A Filetta ?

SC : A la maison on écoutait Antoine Ciosi , les frères vincenti et puis très vite il y a eu Canta u populu Corsu ! . Plus tard mon oncle qui était assez jeune m’a offert des disques de Stevie Wonder , Angelo Branduardi , Paul Simon . Et puis il y avait Brel et Nougaro aussi déjà que j’aimais.
Pour ce qui concerne le Corse je l’ai appris au village , dans les rues, et avec mes grands parents qui ne parlaient presque que Corse.

MV : As-tu une anecdote à raconter qui t’a marqué ? Lors de ces tournées ?

Oui voilà j’y viens, je voulais te raconter donc lorsque j'ai connu le pauvre Antoine Mariotti (et Philippe aussi son frère.) J'étais très proche d'Antoine , C’était un personnage !! Un sacré bonhomme avec une âme d'ange en même temps, la bonté faite homme ce type. Une sorte de militant soixante huitard mais ancré dans la réalité en même temps. Un type très astucieux, qui savait parler et qui raisonnait bien. Je me souviens de sa bagnole : une 2cv !!
Il nous fallait 1 journée avec lui pour aller à de Bastia à Aiacciu ! C’était toute une aventure!! Un jour on s'est même arrêtés éteindre un feu qui naissait sur le bord de la route ! On a fait ça a avec des branches de maquis ! A cette époque les feux étaient nombreux en Corse…

MV : Tu as donc été intégré à ce groupe. Est- ce que cela a été facile ?

SC : Oui. Peu à peu je me suis intégré au groupe, j'étais un enfant parmi des adultes! J'ai ensuite chanté sur scène et j'avais un trac phénoménal au début! Il n'y a qu'à regarder les documents vidéo. J'étais d'une timidité maladive, mais je surmontais avec la force du groupe.

Un jour on a chanté « Salle Gaveau » à Paris. Je me souviens: une soirée caritative, il y avait I Muvrini aussi je crois, ensuite on est allés faire la fête dans Paris: tu imagines...

MV : Et l’école ? Tu pouvais t’absenter ? Les soirées n’étaient pas encore très nombreuses?

SC : Mais je me débrouillais ! je trouvais le temps car la passion l’emportait sur tout le reste ! J’avais malgré tout de bons résultats scolaires. Mais je doit dire que cette expérience me faisait vivre une autre réalité que mes camarades de classe car je vivais beaucoup au milieu des adultes qui parlaient musique, politique même si ce n’était pas des militants mais pas au sens strict, plutôt des militants de la culture, un peu libertaires et un peu « hors normes ».

MV : Pourrais tu raconter ce qui faisait la caractéristique de ce groupe ? Quels étaient les échanges, les rapports entre vous ?

SC : A un certain moment on organisait des réunions du groupe au bar "Le Rubica" à Ile Rousse. On mettait les problèmes sur la table et la plupart du temps tout le monde gueulait. Il y avait des divergences, ça bataillait dur!! : la politique, les soirées militantes, que fallait-il faire et ne pas faire etc. Mais rarement sur le plan artistique, tout ça était plutôt sur le plan philosophique...

Pour ce qui est des concerts on y allait avec une petite sono, je me souviens qu'Antoine et les autres se prenaient la tête tout le temps pour le son etc. parce qu'à cette époque les sonos: ça marchait rarement bien ! Donc Antoine était à la console, et nous sur scène, mais nous ne faisions qu'un en réalité.

MV : À l’époque, AF était un groupe « indiatu ». Qu’est-ce qui te reste de cette approche ?

SC : Oui un groupe engagé certes mais dans un esprit d’humanisme. Et ç’était avant tout l’art qui primait. Le reste était un peu secondaire. Je crois que le fait de plaçer la musique avant toute chose c’est quelque chose de sain. Tout était concentré sur les choix artistiques, le groupe , les individus , leur épanouissement etc.. Le verbe , la politique etc.. C’était très secondaire ! Et puis déjà à l’époque les choix étaient clairs par rapport à la politique : on avait du mal à accepter la violence clandestine, les rapports de force etc... Le groupe était déjà à l’époque dans une mouvance très pacifiste, très à l’écoute aussi des aspirations du peuple Corse dans sa diversité !

MV : et ensuite les choses ont évolué je crois ?

SC : Ensuite sont arrivés dans le groupe José Filippi, Paul Giansily, Jean Marc Pellegri et à ce moment là le groupe a pris un autre virage artistiquement.

De mon coté je me suis plus orienté vers d'autres styles de musique et de là ont commencé les divergences sur le plan artistique.

Un jour nous avons fait une réunion à Bastia et là je me souviens les choses ont pris une tournure tout a fait nouvelle. Moi je revendiquais des instruments plus « modernes » pour le groupe, je voulais "plugger" toutes les guitares, etc. je devais avoir 15 ans, quelque chose comme ça et je voyais les autres groupes autour faire de cette façon… donc forcément.

Donc je l'ai dit ce jour là. Les autres au contraire disaient que le groupe devait prendre une orientation plus "polyphonique». Tout l’inverse ! J'ai alors dit : « je quitte le groupe ». Lors du trajet retour vers la Balagne silence, malaise général, plus personne ne se parlait, on sentait un virage, un moment important du moins pour ce qui me concernait.

Mais rétrospectivement ils on bien fait, c'était ce qu'il fallait faire pour eux !! Mais moi j'ai vécu ce moment comme un moment délicat car à mon âge je m’exprimais assez maladroitement. C'était des amis aussi donc je ne voulais pas trop me braquer! Ce que je ressentais était trop confus en moi. J'avais de la peine à faire sortir les mots pour expliquer mon point de vue. Mais j'avais un point de vue! Je savais ou étaient mes préférences artistiques, ce sont des choses que tu ressens, et que tu ne sais pas trop décrire finalement.

Personne n’en a voulu à personne heureusement ! , j'ai gardé de bons rapports avec eux ; Ca c'est très important : et puis ç'est la vie ça ! On change on évolue, moi ensuite je suis parti faire mes études à Marseille et de là j’ai quitté A Filetta. Mais je pensais déjà à constituer un groupe, à continuer. Evidemment ! Ça c’était déjà sûr !

MV : Quelles étaient tes préférences musicales, qu’est-ce que tu écoutais à l’époque ? Qui étaient tes exemples musicaux ?

SC : Et bien ç’était aussi bien de la chanson Corse que de la chanson française. On découvrait les groupes anglo saxons. Je ne connaissais pas bien le jazz à cette époque. Je m’imprégnais surtout des chanteurs de chez moi : Poletti , Guelfucci et tous les autres évidemment. Je connaissais leurs chansons par cœur, je les jouais, je les chantais !


MV : Mais « A’ u visu di tanti » était déjà d’orientation polyphonique. Tu as donc suivi le groupe d’abord dans cette direction. Au fait, la polyphonie est toujours présente dans ton œuvre actuelle, est-ce que tu l’as appris avec A Filetta ou ailleurs ?

Oui j’ai gardé l’esprit de la polyphonie si on peut dire. Je crois que le chant polyphonique Corse peut se « décliner ». Il ne faut pas en faire un dogme. Chacun a le droit d’en faire ce qu’il veut. Pour la part je l’ai intégré à ma musique de façon un peu « subliminale » si j’ose dire. La polyphonie, les voix sont là sans être là, je suggère plutôt qu’autre chose.
Je n’ai pas comme « mission » de « sauver » le chant traditionnel de Corse. Le chant de mon pays, de ma terre me « traverse », il doit passer par le filtre de mon expression. Les choses doivent s’imbriquer de façon simple et personnelle sinon ça ne vaut rien dire du tout !
Je ne suis pas un porte parole de mon pays ni une personne qui doit « transmettre « un héritage. Ces notions là je ne les ai pas en moi et ce n’est pas ça mon moteur. On ne peut pas dire ça ! ce sont des choses qui nous dépassent ! Je voudrais juste apporter à la musique et au chant de chez moi quelque chose de plus, quelque chose de personnel et dès ce moment là je considérerais que j’ai fait quelque chose d’intéressant.

http://www.mediterraneaonline.eu/pub/166/show.jsp?id=75&iso=1&is=16
http://www.erlebtemusik.de/
http://www.popmatters.com/pm/music/reviews/15678/casaltastephane-unapreghera/

Le nouveau disque de Stéphane (2013)

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Stéphane Casalta prépare sa prochaine tournée

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Un nouvel album et d'abord une tournée, Stéphane Casalta remontera sur scène à partir du 16 avril à Marseille. Le chanteur prépare son spectacle avec de nouveaux titres en version acoustique, seul sur scène.

Par France 3 Corse ViaStella Publié le 12/03/2018 à 15:24

« Cercu » est l’une des nouvelles chansons que Stéphane Casalta présentera bientôt à son public. En tout, le chanteur en prépare une quinzaine, neuves ou anciennes, pour une tournée qui le mènera de Marseille à l’Italie en passant par Aix-en-Provence ou encore le Zénith de Toulon.

Un tour de chant qu’il a choisi de baptiser « A l’improvisu », toute une philosophie. « J’ai décidé que ce serait à la fois cadré et puis organisé et un peu improvisé pour laisser un peu de respiration dans le concert. De manière à ce qu’il y a un échange avec le public, à ce que ce ne soit pas trop le show au carré. Laisser une part de souffle et de liberté un peu », indique le chanteur.



« C’est un peu une expérimentation »


Stéphane Casalta a longtemps partagé la scène avec A Filetta puis le groupe Giramondu de 1993 à 2000. Ensuite, il a multiplié les projets avec d’autres artistes, mais cette tournée, il la fera en solo. « J’ai besoin de me retrouver avec une espèce d’intimité acoustique avec mes instruments, mes guitares, toutes mes pédales qui sont là, mon son qui est un peu inventé, qui est un peu trituré. C’est un peu une expérimentation, un peu un risque. Mais en même temps, c’est ce que j’ai voulu », continue-t-il.

Le chanteur reprendra ensuite le chemin des studios, à nouveau entouré de musiciens pour enregistrer son sixième album solo. La sortie est prévue en fin d’année.

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Les invités des Rencontres (tous les artistes y ayant participé au moins une fois)

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Et enfin, ma sélection de disques du mois.


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