Nota bene : Le collaborazioni di A
Filetta
alle colonne sonore dei film composte da Bruno
Coulais sono sulla pagina dedicata a questo compositore.
Vedi anche le vidéos in piede di pagina.
Grazie
a Marilena
Verheus per il suo aiuto !
Di Corsica Riposu - Requiem pour deux regards
Paruzione il 14 aprile 2011 (Deda/Harmonia Mundi)
A Filetta, canto.
Daniele di Bonaventura, bandoneon.
Jean-Claude Acquaviva, narratore.
Registrato in 2010 al Convento di Marcassu (Corsica).

"Ciò che non muore non vive" (V. Jankelevitch)
Quando la canzone evoca la morte, non celebra anche la vita?
In Corsica, la tradizione ha dedicato un importante posto al culto dei morti.
Il gruppo A Filetta ha cercato a suo modo di contribuire alla conservazione del patrimonio orale dell'isola incorporando nuove influenze.
Oggi, questi cantanti, che rifiutano di essere i custodi di un tempio, fanno crescere attraverso le loro composizioni, l'idea di una tradizione prolongata, rinnovata e aperta, che sarebbe radicata nella memoria, ma con sviluppi complessi. Senza dubbio, è un esercizio difficile, ma essenziale per la permananza di un sogno: mantenere il loro entusiasmo, pur non alterando la loro sincerità.
Di Corsica Riposu, "Requiem per due sguardi" è una creazione commissionata dal Festival di Saint-Denis nel 2004. Si tratta di un requiem in latino, con sette voti, testi narrati punteggiato o cantato in molte lingue - còrso, francese, italiano - tratti dalla letteratura moderna. Inoltre, alcuni brani per bandoneon creati per questo requiem s'inseriscono in questo percorso che viene fatto dai sette voci della terra al cielo.
Dopo oltre trent'anni di esistenza, A Filetta segna con questo nuovo album uno dei suoi più ambiziosi ed eccitanti proggetti.
Il commento da L'Invitu :
Composto in memoria di Nicola Acquaviva e di Nicola Mancini, spariti giusto dieci anni fà, il Requiem è dedicato a Jean Antonelli, 'che ha dato i migliori anni della sua vita al respiro del gruppo';.
Due cose colpiscono al primo ascolto: la profondità e la potenza dei bassi, e la qualità estrema della composizione e dell'interpretazione. Da questo punto di vista, questo Requiem prolunga Medea, con composizioni complesse e sottili in cui è valutata ogni voce. Ancora una volta, a partire dai modelli tradizionali, Jean-Claude offre magnifiche creazioni, ricche e complesse senza essere complicate, con armonie inusuali. Il bandoneon di Daniele di Bonaventura sostituisce felicemente il violoncella della versione originale.
01 Di Corsica Riposu
02 Miserere
03 Notte Tralinta
04 Subvenite
05 Requiem
06 Kyrie
07 Dies Irae
08 Tuba Mirum
09 Rex Tremendae
10 Lacrymosa
11 Figliolu d'Ella
12 A'Mente
13 M'Aviate Dettu
14 Meditate
15 Domine
16 Nanzu À Sanctus
17 Sanctus
18 Pater Noster
19 Nanzu À Agnus Dei
20 Agnus Dei
21 Altrunimu
22 Lux Eterna
23 Libera Me
24 Da Cirone
25 In Paradisum
Schizzi di Corsica, lirica e luminosa, la tromba di Paolo Fresu si snoda attraverso le voci dei cantanti di A Filetta, il gruppo che si può definire tanto come un pioniere che come custode della tradizione polifonica corsa. Miscella omogenea tra patrimoniale e sperimentale, più composizioni del gruppo sono opera del suo fondatore Jean-Claude Acquaviva, che lo guida per più di trenta anni. L'occasione è anche data di assistere ad una dimostrazione impressionnante del virtuoso bandoneonista italiano Daniele di Bonaventura, chi ne reinventa l'uso impegnandosi in assoli fantasiosi e affascinenti duetti con Paolo Fresu, avvolgendo voci e tromba con un senso della forma quasi orchestrale. (Blurb sul sito del gruppo)
Sketches of Corsica, the Mediterranean and the wider world abound in this fascinating collaboration between lyrical Italian jazz improvisers Paolo Fresu, Daniele di Bonaventura and vocal ensemble A Filetta. “Mistico Mediterraneo” is the first documentation of an alliance that has been gathering momentum for a few years already; it is also the ECM debut of the Corsican singers.
In October 2006, Fresu and Italian bandoneonist Daniele di Bonaventura, along with two other jazz improvisers (saxophonist André Jaume and percussionist Philippe Biondi), were invited by stage director Francis Aïqui for a celebratory event in Ajaccio’s L’Aghja theatre, establishing a basis for further collaboration. Over the last four years the musicians have fine-tuned the song cycle now known as “Mistico Mediterraneo”.
Source : ECM Records
Schizzi di Corsica, il Mediterraneo e il resto del mondo abbondano in questa affascinante collaborazione tra jazz improvvisatori italiani lirichi : Paolo Fresu e Daniele di Bonaventura, e l'ensemble vocale A Filetta. "Mistico Mediterraneo" è la prima documentazione di un'alleanza che ha acquistato slancio per alcuni anni già; è anche il debutto ECM dei cantanti Corsi. p>Nell'ottobre 2006, Fresu e il bandoneonista italiano Daniele di Bonaventura, insieme a due altri jazz improvvisatori (il sassofonista André Jaume e il percussionista Philippe Biondi), sono stati invitati dal direttore di scena Francesco Aïqui per un evento celebrativo nel teatro ajacciano "L'Aghja", creando la base per ulteriori collaborazioni. Nel corso degli ultimi quattro anni, i musicisti hanno messo a punto il ciclo di canti ormai conosciuto come "Mistico Mediterraneo". p>
Da leggere i primi commentari sulla pagina dedicata a Paolo Fresu.
Quel che ne dice "L'Invitu" :
Prima osservazione: I fan accaniti di A Filetta saranno forse confusi dal "suono ECM", questo caratteristico forte riverbero che caratterizza molte produzioni di Manfred Eicher.
Dopo il momento di sorpresa e di fastidio, si finisce per dimenticarlo tanto il suono è buono.
Ogni voce è identificabile, anche quando gli strumenti suonano insieme.
1. Rex tremendae
(Jean-Claude Acquaviva)
Il bandoneon di Daniele, presto raggiunto dagli bassi, sistema l'assisa del brano, poi Jean-Claude espona il tema. E, sorpresa, il suono le son "trucatto" dalla tromba di Paolo via harmonizer e delay sorge da nessuna parte.
Più tardi, Paolo userà lo strumento con un stile molto più tradizionale – decisamente davisiano, dirono alcuni - per ritornare all'elettronica sulla fine, raggiunto da Daniele. Scomettiamo che questo Rex piacerà a tutti gli ascoltatori.
Io, chi conosco e apprezzo questo brano fin dalla sua creazione e chi avevo emetto qualchi riserve sulla version ascoltata in concerto con Jaume e Biondi, penso che la creazione straordinaria che costuisce il Rex di Jean-Claude è qui magnificata ancora da Paolo e Daniele.
2. Liberata
(Jean-Claude Acquaviva)
E ancora Daniele chi introuce il brano, creando un clima malinconico. Dopo la mostra di Jean-Claude e il gruppo di primo intervento in arrivo Paolo, Daniele accompagnato da una improvvisazione su entrambi i oscillante e tenera. Un piacere! Il grande musicista jazz Paolo Fresu mai quello che giocare due volte la stessa cosa. Il suo assolo è molto diverso da quelli ascoltati in concerto per via aerea e più rilassato, più ritmico a Calvi. Come Rex em> che precede la Liberata em> punto di riferimento. Inoltre, l'altra sera al concerto di una rete, mi sono ritrovato in attesa per l'arrivo della tromba
C'est encore Daniele qui introduit ce morceau en instaurant un climat mélancolique. Après l'exposé de Jean-Claude et la première intervention du groupe arrive bientôt Paolo, accompagné par Daniele sur une improvisation à la fois swinguante et tendre. Un régal ! Le grand musicien de jazz qu’est Paolo Fresu ne joue jamais deux fois la même chose. Son solo est très différent de ceux entendus en concert : ici plus aérien et détendu, à Calvi plus rythmique. Comme le Rex précédent, ce Liberata fera date. D’ailleurs, l’autre soir au concert d’A Filetta, je me suis surpris à attendre l’arrivée de la trompette !
3. Da tè à mé
(Jean-Michel Giannelli/Petru Santucci)
Une création de Jean-Michel Giannelli. C'est A Filetta au complet qui débute, rejoint par Paolo à la fin du premier couplet. Le thème prend bientôt la forme d'une valse avec l'arrivée de Daniele, puis le groupe reprend, accompagné par les deux musiciens et revient à la valse sur la fin, avec de belles envolées de trompette. Etonnant ! Un thème que l'on n'oublie plus après l'avoir entendu.
4. Le lac
(Bruno Coulais)
Introduction de Paolo aux effets électroniques, rejoint par le rythme des doigts de Daniele sur son bandonéon, puis A Filetta entonne le mantra tibétain composé par Bruno Coulais pour Himalaya : "Om Taré Tûraré Tûré Soha", toujours accompagné par la trompette harmonisée de Paolo et les notes de Daniele.
5 Dies irae
(Jean-Michel Giannelli)
Cette composition de Jean-Michel Giannelli figurait sur Passione. Ici, elle est Introduite par le bugle et le bandonéon, puis les voix se mêlent au son du bugle de Paolo et du bandonéon de Daniele dans un ensemble très cohérent.
6 Gloria
(Bruno Coulais)
Une re-création un peu folle du Gloria du Libertin. Daniele tapote son bandonéon, Paolo improvise un thème très rythmique, bientôt accompagné par Daniele. Les basses d'A Filetta entonnent le Gloria, rejointes par les autres voix, avec planant au-dessus les notes aériennes de Paolo qui utilise ensuite ses "diableries" électroniques, harmonizer, delay… Le thème le plus fou du disque.
7 Corale
(Daniele di Bonaventura)
Changement radical de registre avec la magnifique composition de Daniele, Corale. Un duo bandonéon/trompette dans lequel l'entente des deux musiciens italiens est remarquable.
8 La folie du cardinal
(Bruno Coulais)
A Filetta cette fois sans les deux instrumentistes pour cet extrait de la musique composée par Bruno Coulais pour Le Libertin. Un morceau très "second degré", magnifiquement interprété Mais c’est un truisme de le dire !
9 U Sipolcru
(Jean-Claude Acquaviva)
Paolo joue une longue introduction au thème d’U Sipolcru, les voix font leur entrée. Paolo ponctue de quelques interventions toujours pertinentes.
10 Scherzi veranili
(Jean-Michel Giannelli)
A Filetta est ici accompagné par le bandonéon sur cette composition de Jean-Michel Giannelli figurant déjà sur Bracanà. Là encore, l'instrument apporte une dimension supplémentaire au morceau.
11 Figliolu d’ella
(Jean-Claude Acquaviva)
Une assez longue introduction instrumentale de Daniele rejoint par Paolo dans laquelle on reconnaît bientôt les accords de Figliolu d'ella, et c'est Paul qui prend la suite, rejoint par Jean-Luc puis par Maxime. Paolo revient, le son très réverbéré dans ce morceau évoque une cathédrale...
12 Gradualis
(Daniele di Bonaventura/Jean-Claude Acquaviva)
Une autre composition de Daniele, sur un texte de Jean-Claude. Magnifique intervention de Paolo à la trompette bouchée, puis les voix s'envolent. On est presque frustré par la relative brièveté de ce morceau, que l'on aurait aimé plus développé. Rendez-vous au prochain concert !
13 Sanctus
(Daniele di Bonaventura)
Pour finir, un magnfique duo, plein de recueillement, entre Daniele et Paolo sur une composition de Daniele. Peut-être un des plus beaux morceaux de ce disque magnifique.
Les amateurs de jazz et de Paolo Fresu devraient être conquis par cette rencontre inouïe entre trompette, bandonéon et polyphonie corse. Les amateurs de polyphonies traditionnelles, quant à eux, éprouveront peut être à la première écoute davantage de difficultés pour entrer dans cet univers, même si le groupe nous a accoutumés à ses rencontres audacieuses. Pour aborder ce disque sans préjugés, il faut tenter d’oublier les versions originales a capella et considérer que l’on écoute de nouvelles créations.
Malgré la diversité des répertoires (compositions de Jean-Claude Acquaviva, Jean-Michel Giannelli et Daniele di Bonaventura), Mistico Mediterraneo est un ensemble cohérent. Une vraie rencontre où chacun est à l'écoute des autres. Une œuvre originale et attachante. On souhaite une continuation à cette belle rencontre, avec peut-être encore plus d'audace dans les improvisations. Pour dire les choses clairement, on imagine déjà ce que pourrait être le prochain CD, avec notamment Meditate et Ritus entendus en concert, et aussi - soyons fous ! - un CD du duo Paolo Fresu/Daniele di Bonaventura !


PPrimo ascolto : un totale incantesimento
Chœur
I :
L’invitu
Chœur II : L’arditezza
Chœur III : U casticu
Chœur IV : U furore
Coro
I :
L’invitu
Coro II : L’arditezza
Coro III : U casticu
Coro IV : U furore
Durata
totale : 46 minuti 30
Registrato
all'inizio 2005 al Couvent de Marcassu, I Catari


L’opera non essendo fissata su divisione, ci occorreva dunque apprenderla interamente in modo orale. La difficoltà era tanto più grande in quanto alcuni cori rappresentano fino a 17 minuti di polifonia. Tutti quest'anni saranno stati necessari per l'apprendistato ma soprattutto per fare maturare questi canti, che, dalla loro durata, chiedono non soltanto una conoscenza perfetta di ciascuna delle sette voci ma soprattutto una concentrazione intensa dell'inizio alla fine dell'opera, essendo sempre presente il rischio "di non tenere la distanza", di perdere le tonalità e con ciò anche, l'attenzione del pubblico.

La scelta di una copertina è
sempre un momento abbastanza complesso nella concezione e la
realizzazione di un album. Si sa generalmente ciò che si vuole "fare
passare", ma la questione che si pone spesso è: come? Inoltre, pensate
bene che le otto persone che compongono il gruppo A Filetta hanno
inevitabilmente gusti molto diversi.
Per Medea, dopo discussioni multiple e l'esplorazione di diversi
tracciati, non eravamo convinti dal visualizzatore di cui disponevamo
per rappresentare questa storia splendida.
Nei nostri uffici al Carubbu, avevamo un calendario illustrato da
fotografie dei balletti di Monte-Carlo con i quali avevamo lavorato nel
2004. C'era una serie di fotografie della ballerina solista Bernice
Coppieters, e d'un colpo, ci è apparso come un'evidenza: questa
fotografia molto bella di Bernice (fotografia di Yann Coatsallou)
poteva veramente rappresentare questa donna.

"Dove va questa Menade coperta di sangue,
dove corre con la testa abbassata l'innamorata selvaggia?"
Quale crimine prepara,
Furiosa e scatenata ?"

Ogni canto ha la sua difficoltà. I cori di Medea non sono molto tecnici: le voci sono praticamente sempre in parallelo. La sola difficoltà è la loro lunghezza: di quattro minuti per il più breve a diciassette minuti per il più lungo... Restare concentrato tutto questo tempo, non è sempre facile.

Esistono alcune similarità tra il percorso di A Filetta e l'epopea
degli Argonauti, questi marinai fieri che hanno saputo superare il mare
per vivere avventure straordinarie.
Innanzitutto, i viaggi che hanno per ideale il "ritorno da sé": al
termine di ogni giro, abbiamo questa necessità indispensabile di
ritrovare le nostre fonti, la nostra terra e la nostra famiglia.
In seguito, molte leggende descrivono i pericoli che gli Argonauti
hanno superato grazie alle virtù particolari di ciascuno. Non parliamo
di virtù per A Filetta ma di timbri, di esperienze, di amicizie o di
vissuti, semplicemente, che ci hanno permesso di risolvere alcune
difficoltà, ma d'ordine musicale, è vero. C'è infine la ricerca del
vello d'oro, che potrebbe trovarsi a "questo posto che sembra così
inaccessibile e dove gli uomini hanno ancora qualcosa a dirsi e
condividere", questo posto magico che è per me il tempo di un concerto.

Sì, realmente. Per il fatto che il formato sia abbastanza particolare,
ho realmente fretta di presentare questi cori nella loro integrità.
Personalmente, sarà una prima. Sono impaziente e curioso anche di
vedere quali saranno le reazioni del pubblico.
Da leggere nel
n°83
di Corsica
(août 2006), l'articolo di Elisabeth Milleliri "MEDEA made in
Balagna".

![]()
Article tiré
du premier numéro
de Balagnews :

La cronaca di "Mondomix" :
Squaaly
La
colonna sonora del film coprodotto e
distribuito per France 3 (CD
2 titoli)
1 –
Liberata (piano : Raoul
Duflot-Verez), registrato in Parigi
2 - Liberata a
cappella, registrato al
Carubbu.

Semplicemente intitulato « Intantu », il primo album di A Filetta per la Virgin, pubblicato nel maggio 2002, rappresenta ciò che è il gruppo ad un momento dato della sua storia: "Abbiamo sempre fatto dischi a tema:" nel 1992 un disco di canti incoronati, nel 1995 un disco di canzoni, nel 1997 un disco dedicato ai canti della passione. Questo disco corrisponde a ciò che siamo: un gruppo venuto dalla tradizione, che si è arricchito in funzione dagli incontri che ha fatto" Intantu presenta dunque estratti di Médée, creato nel 1997, una paghjella, una monodia, un canto georgiano, riprese e creazioni. Alcuni estratti delle musiche composte per il gruppo da Bruno Coulais, e per concludere Sumiglia, come in ogni concerto. Il migliore disco per chi vorrebbe avere una descrizione dei concerti del gruppo. |
![]() |
PASSIONE
![]() |
(Molto
bene) registrato nel 1997 alla Cattedrale San Giovanni-Battista di
Calvi ed al Convento di Corbara, questo disco è interamente dedicato ai
canti della Passione. Jean-Luc Geronimi si è recentemente aggiunto al gruppo. Quest'arrivo non è certamente straniero al nuovo suono del gruppo. Si ritrovano qui tutti i cantanti di Ab Eternu più Pierre Bertoni, e i violoncellisti Paul-Antoine de Rocca-Serra ed Anne-Lise Herrera come pure Jean-Michel Giannelli all'organo. |
1 – U
Sipolcru
2
– L’Orme Sanguine
Chant del Via
Crucis di
Ruglianu su un testo del
Settecento. Si osserverà che alcuni passaggi evocano il Diu Vi Salvi
Regina.
3 – U Lamentu di Maria
Riprisa di questa
creazione splendida già intesa in Una
Tarra Ci
Hè.
4 – Dies Irae
Organo et violoncelli
introducono questo canto della
messa dei Defunti su una musica da JM Giannelli. Una curiosità nel
repertorio di A Filetta.
5 – U Lamentu di Ghjesù
Reprisa
di grande
intensità di questa creazione splendida création. Ad osservare la
trasposizione in un registro molto più alto del canto del
solista (Jean-Claude).
6 - Ghmerto
Uno dei
brani i più emblematici di A
Filetta, questo canto georgiano è spesso cantato in concerto. Una
costruzione in spirale, un miscuglio di morbidezza e di potenza.
7 – A Sintenza
Creazione
di
Jean-Claude, di grande intensità
drammatica.
Occorre vederlo in concerto, il suo viso smorfiante esprimando
tutta la
sofferenza "di quello che soffre in silenzio".
8
– U Dubbitu
Creazione di Marcellu
Acquaviva-Franceschini /
Jean-Claude Acquaviva.
Si ritrova l'ambiente musicale di Una Tarra Ci Hè.
9 – A l’Alivetu
Creazione di Jean-Claude. Un longo
gemito di una intensa tensione drammatica. Uno dei vertici di questo
disco.
10 – Lamentazione di Jeremiae
Arrangiamenti
di A
Filetta delle lamentazioni
cantati all'occasione della Messa della Tenebre della Settimana Santa
di
Calvi
11 – Tecco
Arrangiamenti
di A Filetta
Da
segnalare anche nel 1997, una curiosità: la partecipazione di A Filetta
al disco dedicato alle orchestrazioni nuovi di Maurizio Ravel su canti
tradizionali corsi, con Anna Rocchi, Gigi Casabianca, François-Philippe
Barbalosi e Graziella Venturi. Paul e Maxime in solo ciascuno su due
brani.
Grazie a Jean-Mathieu Canniccioni per avermi fatto scoprire questo disco.
Il
primo capolavoro di A Filetta è, nella sua parte principale, un disco
di canzoni con strumenti. Presenta anche alcune polifonie. Si trovano
qui tutti i cantanti di Ab Eternu ai quali si è aggiunto Pierre Bertoni.

1 – E’ Puru Simu Quì
Apertura del disco con un quasi-inno. Molto dinamico.
2 – Una Tarra Ci Hè
Ancora una composozione di Jean-Claude, belle sonorità di ghitarra.
3 – A Paghjella di l’ImpiccatiUna paghjella di creazione che riferisce un episodio della "pacificazione" del Niolo dalle truppe francesi dopo la sconfitta di Ponte Novo. Una grande emozione emerge da questo canto. A comparare allo "Impiccati "(con strumenti) su O Vita...
4 – Trè
Ambiente medievale per questa composizione di Jean-Claude : « erano tre : un vecchio monaco, un ombra e un rè ».
5 – Malanni
Su un testo scritto da Ghjacumu Fusina, un lamento moderne riferendo alla vita di un disoccupato.
6 – Sò l’Omu
Testo di Marcellu Acquaviva, musica di Jean-Claude.
7 – FiureTesto di Marcellu Acquaviva, musica di Jean-Claude.
Ballata di grande morbidezza cantata da Jean-Claude.
8 – A Muntagnera
Testo di Marcellu Acquaviva, musica di Jean-Claude.
La vita dei pastori attraverso gli episodi della transumanza dal Falasorma verso il Niolo. Passando per il passo di Caprunale, ben noto degli escursionisti, dove si poteva salire in carozza alla fine del ottocento, la fontana del Tasso, il riposo a Mirindatoghja....
9 – A l’Acula di Cintu
Questa creazione di Jean-Claude è un altra evocazione del Niolo.
10 – U Lamentu di Maria
Una delle più belle creazioni polifoniche di quest'epoca.
Bellissimi, i silenzi ...
11 – Da Grande
Canzone molto graziosa sul tema dell'immaginario infantile.
12 – L’Ombra Murtulaghju
Marcellu Acquaviva /Jean-Claude Acquaviva
"Furioso s’è fatto il vento d'inverno... Nei campi è passata un'ombra "
13 – Eo Sai
Balata piena d'amore composta da Jean-Claude Acquaviva"
A mio parere il primo disco di A Filetta interamente riuscito, che si prende piacere da riascoltare.

1 - Miserere
Canto liturgico di Corbara, cantato molto classicamente, su un tempo lento.
2 – Tantum Ergo
Molto bella creazione composta da Jean-Claude. Là ancora un ritmo lento, con questi passaggi "aerei" che sono la grande particolarità del canto di A Filetta.
3 – Agnus Dei
Brano della messa di Olmi-Cappella, con gravi molto profondi.
4 – U Versu di Paulellu
Creazione molto breve di Jean-Claude su un testo tradizionale.
5 – Requiem
Creazione di Jean-Claude su un testo tradizionale.
6 – Tecco
Un estratto della Settimana santa di Calvi cantato dai confrati in occasione delle processioni del Venerdì Santo, dominato dalla bella voce di Jean.
7 – E Lode di u Sepolcru
Brano della Settimana Santa di Tagliu Isulacciu, già cantato da E Voce di U Cumune e da I Muvrini e Tavagna. A volte cantato in concerto da A Filetta, in particolare nel balletto in Memoriam. A ciascuno di comparare le versioni!
8 – Sanctus
Creazione di Jean-Claude su un testo tradizionale.
9 – U Lamentu di Ghjesu
Creazione di GD Marcotorchino, Toni Casalonga, Nando Acquaviva e Roccu Mambrini.
Creato nel 1982 in occasione della Passione di Calenzana e già inciso in A u Visu di tanti. Uno dei brani del repertorio di A Filetta che commuovono di più l'ascoltatore, che si troverà ancora in Passione.
La presente versione è più raccolta, meno drammatica e più lenta di quella di Passione.
10 – Te Deum
Canto liturgico di Calvi
11 – Presso il Legno
Brano della Settimana santa di Calvi.
12 – Agnus Dei di i Defunti
Creazione di Jean-Claude sul testo della messa dei defunti.
13 – Libera Me
Brano della Messa dei defunti di Balagna dominato dalle voci bassi.
14 – Stabat Mater
Splendido canto liturgico cantato a Calenzana durante la Settimana Santa.
15 – Paghjella d’Ascu
Paghjella tradizionale secondo il "verso" di Asco.
16 – Sumiglia
Brano emblematico del gruppo, che chiude ciascuno dei loro concerti da una buona quindicina di anni, è un canto composto nel 1988 alla memoria di Ghjuvan Battista Acquaviva. "Omaggio reso a quello che fino al suo ultimo soffio si è identificato a questa terra che ci ha generati; è un inno all'altruismo, al dono di sé "
In conclusione, un disco molto bello, forse un po'monocorde, con alcune pepite come U Lamentu di Ghjesù e Sumiglia. Si esprimono già le qualità immense di scrittura di Jean-Claude, in particolare nell'Agnus Dei di i Defunti e Tantum Ergo. Il migliore resta tuttavia da venire...
1 – Salutaris Hostia
Tradizionale di Moncale (U Mucale), vicino a Calenzana.
2 – Violetta
A Filetta dà qui la sua interpretazione di questo "classico" della polifonia, cantato in particolare da Voce di Corsica e dal Coro di Sartène.
3 – U Ballu di Larenzu
Creazione di Jean Antonelli
4 – Requiem
Tradizionale di Rusiu.
5 – Kyrie
Tradizionale d'Asco.
6 – Anima
Creazione di Marcellu e Jean-Claude Acquaviva.
7 – U Lamentu di Ghjesù
Creazione di GD Marcotorchino, Toni Casalonga, Nando Acquaviva et Roccu Mambrini, creato nel 1982 in occasione della passione di Calenzana. Si troverà ancora in Ab Eternu e Passione.
8 – A Muresca
Tradizionale.
9 – A’ u Vechju Pueta
Tradizionale.
10 – Paghjella
Tradizionale.
11 – Pueta
Creazione di Jean-Claude su un testo di Rinatu Coti.
12 – Suda Sangue
Tradizionale di Calvi .
13 – A’ Vende Hè
Composizione di Jean-Claude.
14 – Dio Vi Salvi Regina
La versione di A Filetta dell’inno corso.
(*)
Anima
Di l'aghje
"Al di là di queste aree diffuse dalle pianure fino alle montagne, oltre a questi spazi dove batteva, precedentemente, il cuore di una società rurale, c'è il simbolo di una volontà nuova, di un giorno nuovo dove un certo senso del comune si sveglierà in noi."
La violetta
Ma di ciò che tu voli
Oggi i momenti di riflessione e di misura sono rari; soli tuttavia, essi permettono di percepire il peso reale delle cose semplici della vita, di ricordare il prezzo inestimabile dei valori umani di perdono e di pace... Il testo si vuole allora sperenza.
Mare eternu
Il mare, dall'immensità della sua dimensione, dal mistero dei suoi abissi, è stato e rimane per l'uomo una fonte di fascino. Queste righe gli sono dedicate, a lui ed a tutti quelli, marinai o altri figli della realtà o della leggenda, che perirono sotto le sue sommosse.
Oggi (Occi)
Qualche case scolpite dal tempo, qualchi alberi curvati dal vento... È tutto ciò che rimane di un villaggio ammortizzato nell'oscurità della storia. In queste tenebre, in cui tuttavia il mormorio di un cuore smarrito viene ad ogni crepuscolo ad urtare il nostro presente e combattere l'oblio.
Pé 'ssu dumane
Perseguire il sogno di una Nazione non è il diritto e forse il dovere di qualunque uome innamorato di dignità ?
Pueta
Sintenza par té
Occorrerà vedere ancora a lungo uomini mescolarsi alla morte per capire che i loro atti sono soltanto gli effetti di cause profonde che hanno per nome l'ingiustizia o l'incomprensione?
U mulatteruSONNII ZITILLINI
(1988 ?)
A canzona di a vita chi va
Cum'e tutti i zitelli
L'imbasciadori
Maestru parlami in corsu
O ghitarra meia
Passanu i mesi
Sonnii zitillini
Sta notte he natale
U ventu
Un acillucciu
Voca vuchinaCUN TÈ
(1984)
Aghju coltu
È vano raccogliere negli slanci della Storia, i fiori di un futuro pieno di fede e di speranza, anche se si rimane a volte incompreso?
Criaturella
Questo canto è destinato ai nostri figli, che costruiranno, se gli sappiamo comunicare il desiderio, un mondo di dignità e d'amore su questa terra che è la loro.
Cumpagnu
Canzone dedicata a Jean Antonelli, un tempo imprigionato.
"Il compagno imprigionato testimonia la permanenza della ricerca d'identità e di speranza."
Cun tè
Grandi poeti, come Aragon, hanno magnificato la donna. Al nostro modo più umile, vogliamo tentare qui di rendere omaggio a tutte le donne che combattono per la libertà ed in misura maggiore a tutte quelle che, da bersaglio all'oppressione ed alla morte, continuano a simbolizzare la forza della vita.
I mufrini
Dieci anni fà, i bambini di un piccolo villaggio di montagna, Loreto di Casinca, cantavano la loro fede attraverso la Corsica. Siamo di questo paese, vogliamo crescervi, apprendervi e
vivervi. Il loro invito allargato a tutti i bambini del mondo rimane più che mai attuale.
I pescadori è u mare
Lontano dagli clichés idilliaci di una Corsica litorale, soltanto dedicata al "tutto turistico" ed alle barcarolle sdolcinate, esiste un'altra Corsica, più vera, meno paradisiaca: è quella di un popolo intero, è quella dei pescatori condannati a sopravvivere in una società sempre più spersonalizzata.
Questo canto, ispirato da un testo di Pablo Neruda su questo tema, è anche per noi una prova d'apertura sul Mediterraneo.
U mare è u fiume
Come il ruscello di questa favola, che si getta nel mare... il nostro popolo, come molti altri popoli, porta dalla notte dei tempi, il suo contributo originale all'universale.
U ventu scemu è a vechja serena
Una sera di dicembre a Bastia. Fa molto freddo. Il vento, nostro Libecciu, peggiora la temperatura!
In una via della vecchia città, una povera vecchiarella, uscita per fare la spesa, ritorna a casa. Il vento soffia in tempesta. Curvata in avanti, avanza penosamente... ed il dramma arriva. È gettata a terra, le sue provviste diffuse, la sua bella acconciatura demolita. È ferita alla testa. Il poeta interviene immediatamente. Solleva la vecchia donna e la conduce a casa. Resta con essa a lungo! Durante questo stesso tempo il vento scantenato soffia sempre più forte. Sembra attendere la sua preda... La vecchia, che ha ripresa i suoi spiriti, sfidando il suo nemico, si firma continuamente!!
Versu di u vignaghjolu
Vogliu
(*)
A megliu sta
Approfittare delle cose essenziali che la vita ci porta ogni giorno, e così restare interamente sé stesso, è il tema di questa canzone, prova supplementare della necessità per l'individuo "di essere" per fiorire e vivere.
L'impiccati
I popoli hanno memoria. Il popolo corso come gli altri. In 1774, la tragedia si lega nel Niolo. Le truppe del re di Francia arrestano e torturano patrioti, fra cui un adolescente di 15 anni. Questo momento penoso della nostra storia non lascia qui nessuno indifferente, benché due secoli siano passati.
L'orida bestia
"L'orrida bestia", è il fascismo e la sua processione di privazioni e di sangue... il fascismo che, purtroppo oggi come ieri, rimane, al di là di oceani e frontiere, la vergogna della coscienza universale.
Mandulina
O Dume' o Muame'
Perché abbiamo con forza la certezza di vedere un giorno tutti i lavoratori uniti nella lotta per il riconoscimento dei loro diritti.
O terra
Quest'inno alla nostra terra, quella delle alte montagne coronate di neve, porta in lui tutto l'amore di un popolo che rifiuta un'agonia programmata, e che attinge nella Storia la forza di costruire il suo futuro.
O vita, o vita
Quando una catastrofe surviene, un cattivo anno o una morte naturale, la vita riprende sempre i suoi diritti con forza. Questo canto, espressione della rinascita della Corsica e del suo popolo, è un vero inno alla vita.
Paghjella
Questa "paghjella" si cantava nelle valli di Castagniccia sotto l'occupazione italiana. Ci indica lo stato d'animo di resistenza del nostro popolo, ad un'epoca in cui il fascismo trionfava.
Ti chjami
È con la poesia che gli individui, i popoli e le nazioni hanno sempre potuto, anche ai momenti più neri della loro esistenza, trovare ragioni di sperare in giorno migliori.
U negru fiume
La presa di coscienza è luminosa soltanto nei libri.
In realtà, è un avanzamento difficile, titubante. I fatti di resistenza riportati dalla Storia di rado somigliano a quel che sono al quotidiano. Stando ad altezza d'uomo, ne sono meno ammirevoli?
Vai puru
In preda al dubbio ed allo scoraggiamento, l'uomo dimentica che la strada verso un po' più di felicità è, molto spesso, più vicina e più semplice di quanto vi sembrava.MACHJA N'AVEMU UN' ANTRA
(1981)
(*)
A u vechju pueta
La polifonia è l'appoggio della tradizione cantata in Corsica. Questa, su un'aria tradizionale, è un omaggio ai poeti detentori di una ricchezza inestimabile ed agli interpreti della Corsica profonda.
A'a riscossa
La repressione ha condotto molti patrioti corsi in galera. Questo canto è un appello alla solidarietà popolare, solo garante della vittoria per domani.
Euskadi
Questo canto è un'apertura sul mondo attuale. Altrove che in Corsica, in Irlanda, in Sudamerica... altri popoli sono oppressi e soffrono di perdere la loro identità e la loro libertà: quest'ultimo è dedicato al popolo basco.
Farandula
Questo canto tradizionale ci invita a ballare al suono dei violini ed altre chitarre e banjo. È l'espressione stessa della festa popolare che si incontrava in Corsica secondo fiere e feste di villaggio. È anche per noi un grido di gioia e di speranza perché la Corsica di domani trovi il "senso della festa" che è purtroppo sul punto di perdere.
Induvinella
Questa canzone ci fa vivere l'avventura di un piccolo bambino corso che, di ritorno nel suo villaggio, scopre giorno dopo giorno un tesoro che gli era stato nascosto: la lingua corsa.
L'acillucciu
Il bambino, spesso più sensibile alle cose della natura, si lascia cullare con il canto di un uccello. E questo canto lo trasporta in un altro mondo in cui il dispetto ed il profitto sono assenti.
Machje
Questa poesia è tutto uno simbolo. Infatti, mentre la nostra macchia brucia ogni anno un po'più, tutto sommato ne possediamo un altro che sarà molto più difficile da bruciare: è la nostra cultura, il nostro desiderio di essere corso, che ci permetterà un giorno di trovare la nostra dignità.
Ste mane qui
Ovunque nel mondo, milioni di uomini e di donne sono sfruttati. È per tutti i lavoratori, con la speranza che un giorno troveranno la loro libertà e la loro dignità, che abbiamo fatto questa canzone.
Terra brusgiata
Ogni estate, migliaia di ettari in Corsica sono la preda delle fiamme. Questo canto è il grido di questa terra corsa che dopo avere tanto dato, rifiuta di lasciarsi morire.
U pagliaghju d'Ostriconi
Oggi come ieri, il canto si afferra dell'evento. Vicino alla spiaggia di Ostriconi, località meravigliosa in riva di mare, le finanze internazionali, con l'espropriazione delle terre in previsione della costruzione di un complesso turistico, tolgono ad un pastore corso la possibilità di guadagnare la sua vita: lo scacciano, la sua capanna è distrutta... Ma giovanni amici del pastore ritornano sui luoghi e ricostruiscono la sua capanna.
Vogliu esse
Questo canto è allo stesso tempo grido di speranza e dichiarazione di tutto uno popolo, che, rifiutando l'alienazione nella quale si trova, desidera trovare la libertà così costosa ai suoi antenati.
(*) Un grande grazie a Gerda-Marie Kühn per queste copertine e per i testi!
LE VIDEO
Due video su A Filetta :
- A Filetta en concert à Ottawa in 1995 (VHS Olivi)
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Eccellente documente filmato di un concerto del giro "Una tarra ci hè" di 1995.
Purtroppo non è più disponibile
A Filetta voix corses
Documentario di Don Kent, con un'intervista con Franck Tenaille.
Semplicemente indispensabile.

Un piccolo brano :
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